lunedì, 04 agosto 2008, ore 16:05

devastator
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giovedì, 12 giugno 2008, ore 23:03

Strana la vita che ti regala un cuore
ma a morsi poi se lo porta via
ti fa conoscere l'amore e la felicità
ma poi te li ruberà
 
Ci ritroveremo dove nasce il sole
dove i cuori parlano
senza le parole
 
Ma se puoi sentirmi
da dove tu sei
ti chiedo di aiutarmi
di non abbandonarmi
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venerdì, 30 maggio 2008, ore 18:09

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venerdì, 12 ottobre 2007, ore 16:24

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martedì, 31 luglio 2007, ore 23:19

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lunedì, 23 luglio 2007, ore 12:21

3 AGOSTO

ore 7.30 Partenza da Taranto via Umbria, 162

ore 12.00 Arrivo a Isola di Varano e sistemazione nell'Hotel Bally (3 stelle)

ore 13.30 Pranzo in hotel

Siesta

Tempo libero con possibilità di andare al mare a 100 mt dall'hotel e di usufruire di campo da tennis,campo di bocce, tavolo pin pong

ore 20.00 Cena in hotel

Dopo cena passeggiata a Rodi Gargano

 

4 AGOSTO

Colazione

Partenza per Capoiale (a 4 km dall'hotel)

Imbarco e trasferimento in traghetto alle Isole Tremiti

Periplo delle due isole maggiori con la visita delle grotte marine dell'Isola di San Domino; visita guidata sull'Isola di San Nicola con il centro storico, l'abbazia di Santa Maria a Mare, il Castello e la Torre del Cavaliere (l'itinerario si svolgerà sino al pomeriggio).

ore 13.00 Pranzo a sacco (fornito dall'hotel)

ore 17.00 Ritorno in traghetto a Capoiale e ritorno in hotel

Tempo libero

ore 20.00 Cena in hotel

Serata animata a cura del T.G.S.

 

5 AGOSTO

Colazione

Disimpegno delle stanze

ore 8.30 Partenza per Monte Sant'Angelo

Itinerario guidato nel Parco del Gargano e all'Abbazia di Pulsano

ore 14.00 Pranzo in ristorante a Monte Sant'Angelo

Passeggiata nel centro di Monte Sant'Angelo e al Santuario di S.Michele Arcangelo

ore 18.00 Santa Messa nel Santuario

ore 19.30 Partenza per Taranto

ore 23.30 Arrivo a Taranto

 

x info www.tgsdelfino.it

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domenica, 22 luglio 2007, ore 19:52

 1.Impostate il lettore mp3 su “riproduzione casuale” (se non avete il lettore fatelo con il computer)
2. Ad ogni domanda premete “avanti”
3. Usate il titolo della canzone come risposta, anche se non ha senso. Senza barare!!


Come è la tua vita in questo periodo? VIVERE NORMALE – Francesco
Cosa ti aspetta domani? OMBRELLONI – Simone Cristicchi
Che hai in programma per questo weekend? QUEL POSTO CHE NON C’ È - Negramaro
Come è il tuo stile di vita? GIULIANO POI STA MALE - Negramaro
Qual è il tuo più grande segreto? SHINE – Take That
Che rapporto hai con la tua famiglia? BEAUTY AND THE BEAST
Con i tuoi amici? PER ME È IMPORTANTE - Tiromancino
Con l’altro sesso? UMBRELLA - Rhianna
Con il mondo? EVERY BREATH YOU TAKE – The Police
Come è la vita amorosa in questo momento? DOO BEE DOO – Freshly Ground
Come sarà domani? ALMENO CREDO - Ligabue
Come è stata la tua infanzia? NEANCHE IL MARE - Negramaro
I giorni di scuola? TU RICORDATI DI ME - Negramaro
Come ti vede la tua famiglia? Traccia 12 – Artista Sconosciuto
L'altro sesso? SNOW ON THE SAHARA - Angun
Il mondo? PURPLE - Skin
Come ti vedi tu? È COSÌ - Negramaro
Come è la tua personalità?
SOMEWHERE OVER THE RAINBOW / WHAT A WONDERFUL WORLD – Israel Kamakawiwo’ole
La tua filosofia di vita? I KNOW THE LORD – WakeUp Gospel Project

Come guidi? SE TU NON TORNI – Miguel Bosè
Il tuo uomo ideale? ANIMA FRAGILE – Vasco Rossi
Il pazzo alla fermata del bus ti dice: NORTHEN STAR – Melanie C
Ti sposerai? PARLAMI D’AMORE - NEGRAMARO
Che canzone suonerà al tuo matrimonio?  UNA VOLTA TANTO (CANZONE PER ME) - Negramaro
Avari figli? THE SWEET ESCAPE – Gwen Stefani
Avrai una vita felice?  YELLOW - Coldplay
Come morirai?  DILLO ALLA LUNA – Vasco Rossi
Come ti senti oggi? Via le mani dagli occhi – Negramaro
Dove arriverai nella vita? Albachiara – Vasco Rossi
Come ti vedono i tuoi amici? Chissa se lo sai – Fiorella Mannoia
Qual è la canzone più adatta al tuo migliore amico? Un passo indietro - Negroamaro
La cosa più bella dei tuoi amici? Manichini – Renato Zero
Come si sentono i tuoi nonni? Parole, Rumori e Giorni – Fabrizio Moro
La canzone suonata al tuo funerale? Je ne vous oublie pas – Celine Dion
La gente segretamente ti brama? Kissing You - Desree
Come posso essere felice? Uomo no – Renato Zero
Se un tizio su un camion ti offre una caramella? Bye, Bye Baby – Janis Joplin
Canzone del tuo nemico? Muovo le Ali di Nuovo – Tiromancino

devastator
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sabato, 21 luglio 2007, ore 18:43

come la musica ha bisogno di pause

e una poesia di spazi bianchi,

così la comunicazione si nutre anche di silenzio

devastator
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sabato, 21 luglio 2007, ore 18:23

Concludendo, è opportuno gettare ancora uno sguardo sui limiti dell'animazione. C'è da tener conto, innanzitutto, dei mistero insito in ogni persona, c la sua libertà, i suoi pesi e le sue risorse, con tutto ciò che è annidato in lei. L'essenziale nella vita umana non si può carpire dal di fuori.
 
8.l. Rispettare il mistero della Grazia operante in ognuno
 
«Tutto è grazia! Non temere! » risuona il testo di un canone. Questo vale che per la nostra animazione . Dobbiamoperciò rispettare questi confini del mistero della grazia operante nel singolo, non possiamo assolutamente pretendere di realizzare qualcosa con violenza, cercare di raggiungere le nostre mete con metodi oppressivi. Spesso nel nostro sforzo di animazione, come Gesù di fronte al rifiuto dei suoi ascoltatori, ci toccherà innalzare il lamento: «Vi abbiamo suonato il flauto e non avete ballato, abbiamo cantato un lamento e non avete pianto» (Mt 11, 17). Gesù però contemporaneamente ci mette in guardia, nella parabola del seme che cresce da solo, dal voler giocare il ruolo di protagonisti nel mentre aspettiamo che l'animazione, assunta nel suo nome, porti frutto. Alla fin fine dobbiamo lasciare a Dio, che tiene tutto nelle sue mani, la preoccupazione della crescita del seme e della sua fruttificazione.
 
Anche noi dobbiamo dire con il servo della parabola, quando abbiamo fatto il nostro possibile: «Siamo servi inutili. Abbiamo fatto quanto dovevamo fare» (Lc 17,10). Quando noi, nella nostra opera di animazione, non badiamo ai nostri limiti, siamo spesso in pericolo di valutare falsamente la situazione e di arrecare danno a noi stessi e ad altri. Il che ci potrebbe facilmente portare alla rinuncia e alla rassegnazione, come accadde ad Elia (cf 1 Re 19). Scoraggiamento e rassegnazione nuocciono al nostro compito di ravvivare, di incoraggiare, comunque sicuramente introducono un elemento di superficialità nel nostro lavoro tra i giovani. Anche quando non vogliamo intenzionalmente arrecare danno ad altri attraverso inganni calcolati, restiamo comunque invischiati nell'errore in quanto ci sopravvalutiamo e nella nostra stupidità pensiamo di poter aiutare davvero gli altri attraverso un attivismo cieco e forme di manipolazione. Tutto questo conduce facilmente ad una carenza di rispetto per il mistero della singola persona; e così, invece di rianimare, finiamo per soffocare una quantità di energie in noi e in altri. Questo è un punto in cui noi per primi abbiamo bisogno di animazione da parte degli altri e da parte di Dio. Di fronte alle nostre innumerevoli incapacità e ai nostri compromessi dobbiamo accogliere l'esortazione del Signore: «Voi avrete tribolazione nel mondo, ma abbiate fiducia; io ho vinto il mondo!» (Gv 16,33).
 
8.2. Lasciare che Dio, nel Suo piano d'amore, possa servirsi di noi
 
Se è importante scorgere i limiti della nostra animazione e renderci conto dei suoi rischi caratteristici, è ancora più importante vedere le sue possibilità e valorizzarle nel nostro operare. Noti possiamo limitarci ad ammettere le nostre debolezze, le nostre colpevolezze e i nostri fallimenti che non mancheranno mai: dobbiamo molto di più tener conto dei nostri carismi, delle inclinazioni e delle capacità regalateci da Dio.
 
Con il motto di san Francesco di Sales, che Don Bosco ha assunto per la sua opera, dobbiamo pregare anche noi: «Da mihi animas, caetera tolle!». Fa' che io sia innanzitutto in spirito di servizio a disposizione del mio prossimo, pronto a infondere coraggio, ad annunciare la tua consolante parola e il tuo amore; e tutto il resto apparirà secondario, anzi semplicemente superfluo.
 
Noi proviamo certamente sofferenza di fronte ai limiti del nostro operare, eppure fl motivo biblico dell'infruttuosità con cui vengono riassunti i limiti umani, arreca anche sempre la consolante affermazione che Dio cambierà queste condizioni: «La sterile ha partorito sette volte e la ricca di figli è sfiorita» (1 Sam 2,5). Poiché i criteri di Dio sono del tutto diversi, la Bibbia ci esorta molto spesso a guardare alle cose soprattutto con gli occhi di Dio, con gli occhi della fede, che è in grado di mettere sotto sopra gli apparentemente incrollabili sistemi di questo mondo. Cosicché si rivolge anche a noi la liberante parola del libro di Isaia: «Esulta, o sterile, che non hai partorito, prorompi in grida di giubilo e di gioia tu che non hai provato i dolori, perché più numerosi sono i figli dell'abbandonata che i figli della maritata, dice il Signore. La tua discendenza entrerà in possesso delle nazioni, popolerà le città un tempo deserte» (Is 54,1.3).
 
E ancora: «Il piccolo diventerà un migliaio, il minimo un immenso popolo» (Is 60,22). Questo è molto più che un ottimismo a buon mercato. Qui incontriamo i veri criteri di Dio nel mondo. Anche a noi, consapevoli dei nostri limiti, Cristo dice, come una volta a Pietro: «lo ho pregato per te, che non venga meno la tua fede; e tu, una volta ravveduto, conferma i tuoi fratelli» (Lc 22;32).
 
8.3. Come Don Bosco, non stancarsi mai di essere animatori
 
Anche Don Bosco si rivolge a noi come un tempo ai suoi confratelli e ai suoi ragazzi con voce sempre serena: «Coraggio! ». Egli stesso ha conosciuto nella vita molte opposizioni, ha dovuto subire parecchi contraccolpi. Eppure non si è mai stancato di essere animatore: dei giovani, dei confratelli, dei papa, di ministri liberali, di innumerevoli uomini dei suo tempo. Egli si sapeva però condotto dalla potenza dell'amore di Dio, dalla forza dello Spirito di Cristo, dalla parola di Colui che ha inviato lui e noi agli uomini. Don Bosco ha così, in nome di Dio, infuso coraggio a molte persone, ha trasmesso vita con la parola e con l'azione.
 
Quando noi leggiamo gli ultimi documenti salesiani e vi troviamo così sovente ripetuta la parola «animazione», dobbiamo dunque considerarla qualcosa di più che una semplice parola alla moda. E’ invece un appello estremamente concreto che Dio ci rivolge a far fronte giorno per giorno agli impegni che ci siamo assunti e a mettere in azione tutte le nostre qualità per essere disponibili agli altri e trasmettere loro la vera vita, per infondere loro coraggio e aiutarli a realizzarsi come persone. A questo siamo chiamati, come già accennato, come uomini, come cristiani e come figli di Don Bosco. Con il nostro santo fondatore e con lo sguardo rivolto alla nostra Congregazione operante da più di cento anni nello Spirito di Don Bosco possiamo anche noi oggi confessare come Paolo: «Ringrazio continuamente il mio Dio per voi, a motivo della grazia di Dio che vi è stata data in Cristo Gesù, perché in lui siete stati arricchiti di tutti i doni, quelli della parola e della scienza. La testimonianza dì Cristo si è infatti stabilita tra voi così saldamente, che nessun dono di grazia più vi manca, mentre aspettate la manifestazione dei Signore nostro Gesù Cristo. Egli vi confermerà sino alla fine, irreprensibili nel giorno dei Signore nostro Gesù Cristo: fedele è Dio, dal quale siete stati chiamati alla comunione del Figlio suo Gesù Cristo, Signore nostro!» (1 Cor 1,4‑9).
 
Questo ci dà la forza di infondere coraggio ad altri nella nostra opera di animazione e così servire e favorire la vita vera a vantaggio di coloro che ci sono stati affidati, mediante l'energia di Dio che ci ha chiamati ed abilitati a questa missione in Gesù Cristo.
devastator
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sabato, 21 luglio 2007, ore 18:22

Perché la nostra animazione non si riduca a vuoto attivismo, a pura abitudine pedagogica e pastorale o ad una questione d'ingegnosità personale, perché non rimanga impigliata nel superficiale o nel semplicemente umano, dobbiamo porci la questione delle fonti di energia a cui attingere per mantenersi viva.
 
7.1. La fedeltà di Dio rende possibile la nostra fedeltà
 
La fonte più importante è Dio stesso, il vero grande animatore della Creazione e dell'umanità. Secondo Gen 1,1 egli ha creato stupendamente il cielo e la terra e si colloca dunque a favore della vita, della positività, della gioia. Dio stesso ci ha animati, prima che noi incoraggiassimo altri e trasmettessimo loro la sua parola.
 
Credere in Dio significa, secondo la descrizione biblica, partecipare della sua assoluta solidità. Cristo, che per noi rappresenta la pienezza della vita, è il mediatore tra Dio e l'uomo. Egli stesso ha vissuto la nostra vita umana attingendo all'energia di Dio. Se non vogliamo nella nostra attività di annunciatori diventare dei ciarlatani e così deludere i nostri interlocutori è indispensabile che Cristo possa dominare, guidare la nostra vita, ed agire efficacemente in noi. Egli ci dice: «Senza di me non potete far nulla» (Gv 15,5). Vuole metterci in guardia dal pretendere di operare solo in base alle nostre risorse e così rischiare di svuotare nostro agire della sua forza propria ed essenziale. Cristo soltanto è la verità, ci guida la nostra vita, la fedeltà che non può mai deludere. Cristo comunica fedeltà di Dio, che rende possibile la nostra fedeltà. Attesta il libro di Isaia: «Ogni uomo è come l'erba che secca. Ma la parola del nostro Dio dura sempre» (40,6. La stessa cosa può essere detta dello Spirito di Dio, che nel inondo vince la me te e il Caos, che ha fatto di noi una nuova creazione. Questo Spirito di Dio de essere presente dentro il nostro agire, dentro la nostra animazione.
 
7.2. L'Eucaristia ricarica di senso ogni giorno il nostro agire
 
Un'altra fonte di energia per la nostra animazione è la preghiera e la lo a Dio. Nella preghiera scopriamo il punto saldo della nostra vita: Dio e la sua fedeltà.
 
«La teologia più sublime è la Dossologia: lode, adorazione e liturgia» (Congar). E’ l'esperienza fatta da Abramo, di cui due volte si racconta che «costruì un altare e invocò ìl nome del Signore» (Gen 12,8). Egli stabilisce così una terra pagana il legame con il Dio fedele, che realizza tutte le sue promesse volge a noi il suo sguardo benevolo, non dimentica nessuno, né fa soltanto fil di ascoltare coloro che lo invocano. E’ questo il significato dell'altare su cui quotidianamente si celebra l'Eucaristia. E’ il punto solido, da cui la nostra azione pedagogica e pastorale e la nostra opera di animazione traggono la loro forza ed il loro significato più profondo.
 
Anche il sabato veterotestamentario, trasformato in domenica nel Nuovo Testamento, sì colloca entro la promessa di Dio secondo cui noi siamo stati strappati al profano e siamo stati introdotti nel suo divino ambito di vita. Esso attesta che noi siamo pienamente uomini soltanto se nel suo tempio tributiamo a Dio l'onore dovuto e ci lasciamo arricchire attraverso la comunione con cui che egli ci ha irrevocabilmente concesso in Cristo. Cristo riassume tutti i bene ci racchiusi nella categoria dell'alleanza. Essa attesta che noi siamo il popolo Dio, che siamo suoi figli e che egli come padre e pastore si prende pensiero de nostra salvezza.
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